David Icke ha individuato due sitemi usati per farci accettare di tutto: una si chiama  ” totalitarian tiptoe”, l’altra viene definita “PRS: Problem-Reaction-Soluction”. n

  • Per “totalitarian tiptoe”(in punta di piedi, un pò alla volta) si intende la tecnica che prevede l’introduzione del cambiamento un pò alla volta, promuovendo correnti di pensiero, trend, mode, che influenzano l’opinione pubblica. Alcuni esempi: ci stanno insegnando un pò alla volta che l’uomo è causa dei problemi del pianeta, come se la razza umana fosse un cancro da estirpare o quantomeno da contenere o ridurre. Poco per volta ci insegnano che chi non è produttivo, chi non rende, non può essere felice e pertanto è giusto che venga eliminato (eutanasia). Un pò alla volta ci insegnano che è bene che siamo controllati, spiati, monitorati, e che avere un chip identificativo sottocutaneo sarà per il nostro bene.

Questo si rifà alla teoria della rana bollita. Cosa dice la teoria della rana bollita? Se prendete una rana e provate a gettarla in una pentola d’acqua bollente, la rana schizzerà via immediatamente, al primo contatto con l’acqua. Ma se mettete una rana in una pentola d’acqua tiepida, e accendete un fuoco basso, la rana in un primo momento si troverà a suo agio nell’acqua calda; si rilassa, il tono muscolare scende, la rana si intontisce fino al punto che quando l’acqua sarà troppo calda, la poveretta sarà talmente debilitata che non sarà in grado di uscire dalla pentola.

Credo che si possa riconoscere questo modo di operare ripensando ad esempio all’ aborto: all’inizio viene visto come male minore; addirittura si cerca il caso estremo della ragazza stuprata dal branco, o del caso in cui “se non si abortisse la madre certamente morirebbe”. Oggi siamo a 120.000 aborti legalizzati, gratuiti e pagati dalla collettività all’anno solo in Italia.

  • Quando però si devono effettuare interventi importanti, come ad esempio un’aggressione militare ad uno stato straniero, che non possono attendere tempi lunghi e graduali dell’introduzione in punta di piedi, il meccanismo è un altro: “Problem-Reaction-Solution” (PRS).

Si crea artificilamente un  problema o si ingigantisce un problema esistente ( grazie al controllo dell’informazione), ci si concentra su di esso, ad esempio rapine in villa, le delinquenza degli extracomunitari, soprattutto storie di bambini rapiti, stragi scolastiche, meglio ancora un attentato terroristico.

Una volta creato il problema si ha di contro una reazione prevista, abilmente manipolata e la reazione consueta è del tipo: “ non ce la facciamo più, c’è troppa vilenza!” o ” fate qualcosa per piacere!” . A questo punto i governi hanno la strada spianata, perché il problema he reso l’opinione pubblica più manipolabile e gestibile.

Ottenuto questo lasciapassare si passa appunto alla soluzione, che è ovviamente qualcosa che, senza le premesse create ad arte, non sarebbe stato possibile far accettare ( come ad esempio una limitazione delle libertà individuali, un peggioramento delle condizioni di vita, torture nei confronti di prigionieri, il più delle volte aggressioni militari verso altri stati che non avevano fatto niente).

Il caso esemplare di PRS dei nostri tempi, l’11 settembre 2001:

senza l’attentato alle Twin Towers non sarebbe sicuramente stato possibile far accettare all’opinione pubblica due guerre di invasione contro due paesi stranieri che non li avevano né attaccati né minacciati ( anche perchè non ne avrebbero avuto l’interesse, né la forza, né alcun beneficio); non si sarebbe potuto chiudere il parlamento americano nei giorni immediatamente successivi all’11 settembre se non per la paura delle lettere dell’antrance (guarda caso spedite tutte a senatori dell’opposizione); non si sarebbe potuto  far approvare il patriot act (centinaia e centinaia di pagine scritte in meno di due settimane) con le enormi limitazioni alla libertà dei singoli americani e gli enormi poteri concessi all’esecutivo di incarcerare e torturare cittadini innocenti senza la minima prova.

In gergo militare queste operazioni si chiamano: False-Flag (sotto falsa bandiera o mentite spoglie)

Fonte: ” Ingannati fin dai tempi della scuola” 2 ed. di  A. Medici


di Saman Mohammadi
The Excavator

Hypnos: il dio del sonno, il Figlio della Notte, e il fratello della morte. 

La notizia che il presidente Barack Obama sta prendendo il controllo di tutti i sistemi di comunicazione in America attraverso un ordine esecutivo ce l’aspettavamo. Come al solito, i media hanno poco da dire. Non si sono presi nemmeno la briga di dire al popolo americano di circolare perché non c’è niente da vedere qui. E’ come far finta che non è successo niente.
Dal punto di vista delle istituzioni, il treno della tirannia totalitaria a Washington sta compiendo un’altra tappa di routine nel suo cammino verso la destinazione finale. Quindi, perché fare tante storie per la presa di potere del Presidente? Solo i pazzi e paranoici teorici della cospirazione si preoccupano di cose futili come la libertà di parola e la libertà di espressione.
La realtà è che viviamo in un mondo post-false flag 11/9. La giustizia è stata gettata nel water. Il Presidente possiede le menti degli americani, quindi perché non dovrebbe essergli consentito di spegnere i televisori, se ne avesse voglia? Se gli americani sono disposti a dare al proprio Presidente le loro menti e le loro anime, e obbedire ad ogni sua parola, allora che cosa c’è di male se danno al loro Presidente le loro televisioni?
La televisione è diventata così importante e preziosa da superare  la mente e l’anima dell’individuo? Se una persona può regalare la sua mente ad un leader, così facilmente e senza pensarci, allora dare a quello stesso leader il potere di controllare tutte le comunicazioni è in realtà una concessione minima.
Lo Stato totalitario può avere le sue televisioni e sistemi di comunicazione. Non sono importanti. Ciò che è importante e necessario come condizione per la vita è il recupero del possesso delle nostre menti e anime.
Il presidente totalitario può inviare messaggi tutto il giorno e tutta la notte, ma se l’individuo che li riceve fosse disconnesso e scollegato dalla matrice di pensiero dello Stato totalitario, allora quei messaggi resterebbero inascoltati.
In un’America risvegliata, il Presidente totalitario avrebbe più fortuna cercando di raggiungere gli alieni in una galassia lontana.
II. Il Presidente Controlla i sistemi cerebrali umani, non soltanto i sistemi di comunicazione
L’identità americana è stata modificata e la sua coscienza politica radicalmente trasformata con il falso pretesto che è sotto attacco da parte di Al-Qaeda e del terrorismo islamico.
Quando Obama e Bush hanno detto che gli americani e i cittadini del mondo non dovrebbero tollerare teorie del complotto sugli eventi dell’11 settembre, in effetti stavano dicendo: “Guardate, voi stupidi schiavi, noi controlliamo i vostri cervelli. Capito? Noi abbiamo scritto il codice che ora fa in modo che le vostre piccole menti si comportino come conigli ogni volta che l’immagine di Bin Laden compare sui vostri televisori. Quindi comportatevi come buoni agnellini, lasciate che i pezzi grossi gestiscano il corso della storia, fate come diciamo noi, rimanete all’interno del nostro schema, e forse vi lasceremo vivere un po’ più a lungo degli estremisti che rifiutano questo schema. Vi sembra interessante? Ok. Ora toglietevi dai piedi.”
Come si può supporre che si possa rispondere ad un tale meschino tiranno che va sotto quello che una volta era il nobile titolo di Presidente degli Stati Uniti? Dobbiamo cedere al nuovo Dio alla Casa Bianca, e amare il fatto che sta sollevando l’inferno in Medio Oriente? Dobbiamo dire “sì Padrone, sarò buono Padrone” come schiavi di casa? O sollevare un nostro piccolo inferno? Negli anni Sessanta, gli hippy tentarono di far levitare il Pentagono. Era stupido, ma almeno hanno avuto immaginazione e forza di volontà. Ne avremo bisogno sia per ripristinare la libertà di parola e la sanità mentale in Occidente e nel mondo.
III. Le guerre americane contro le Erbe e i Verbi
La guerra contro la droga e la guerra al terrore, oltre ad essere illegali e nocive per la società globale, sono totalmente folli. Le società sane non scatenano guerre contro le erbe e i verbi. Ma sembra che il linguaggio e la medicina naturali siano minacce per le istituzioni americane malate, così sono entrati in guerra contro entrambi i campi della cultura umana.
In qualche modo, la CIA riesce a distorcere la lingua inglese per giustificare i suoi attacchi egemonici ai produttori di erba e contro i combattenti per la libertà. I proprietari finanziari e corporativi della CIA odiano quello che li estromette dal mercato o li sconfigge sul campo di battaglia, così usano il terrore, i trucchi, e la tecnologia per distruggere i loro concorrenti.
Il più grande crimine della CIA è il suo tentativo di annientare la coscienza del pubblico americano e mondiale in generale. Anche i terroristi sionisti sono colpevoli di questo crimine visto il loro coinvolgimento negli eventi false flag dell’11/9, e la loro pressione permanente sui media occidentali per coprire la verità sulle origini oscure della guerra globale dell’America contro il terrorismo.
Quelli di noi che adorano le erbe e i verbi, che amano il libero uso della lingua e della medicina, devono chiedere la fine sia della guerra alla droga che della guerra al terrore. I vantaggi economici sono evidenti. Ma, soprattutto, ci saranno grandi benefici sociali. Sanità e onestà saranno ripristinate nelle nostre società attualmente malate. La sanità delle persone e l’onestà dei leader politici sono i fondamenti di una società sana e di un governo di successo
IV. Annientare la menzogna
La menzogna gigantesca sull’11/9 ha sprofondato la mentalità americana e la coscienza occidentale nel fondo del mare. E’ stato un siluro mentale. Undici anni più tardi, il mare della coscienza è ancora coperto di nebbia, e le nubi della guerra mondiale minacciano di versare altre piogge acide nelle menti della gente.
Al fine di recuperare la nostra coscienza e porre fine alla follia della Terza Guerra Mondiale, dobbiamo annientare la gigantesca menzogna dell’11/9 e fermare i veri terroristi responsabili.
I criminali di guerra al potere in Occidente e in Israele che vogliono annientare la coscienza umana e la creatività umana perché hanno paura di perdere il loro potere e il controllo del mondo hanno già perso. Lo sappiamo nel profondo. Quindi non vi è nulla da temere. Loro sono gli unici ad avere paura. L’11/9 è stato un atto da codardi. Non dobbiamo mai dimenticarlo.
Obama e la Casa Bianca possono vantare un potere totale sui sistemi di comunicazione americani, non importa, perché sempre più americani stanno riprendendo il potere sulle loro menti. Così i “messaggi presidenziali”, che saranno trasmessi attraverso apparecchi televisivi, smart phone e canali radio troveranno orecchie da mercante e menti serene.
I leader politici e i media non saranno in grado di approfittare del panico e della memoria pubblica per manipolare la fragile psiche pubblica in tempi di emergenza, come è avvenuto l’11/9, se gli individui decideranno che è meglio non prestare attenzione ai politici e ai media.
Gli dèi sorrideranno all’America e al mondo intero, e festeggeranno, come nei tempi antichi, il giorno in cui nessuno prenderà sul serio la parola del presidente, compreso il Presidente stesso.
Fonte: The Excavator 11 Luglio 2012
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.it

Alzi la mano chi sapeva che presso i Comuni è possibile firmare per un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L . 31/10/1965, n. 1261). Ben pochi, credo.
Si tratta di un referendum, si, l’ennesimo referendum che però ha un fine più che nobile: il taglio degli stipendi della casta politica.
La raccolta firme a Bologna si concluderà il 14 luglio 2012 (termine per la presentazione al Comitato promotore 31/07/2012).
 
Cosa occorre fare? Nulla di più semplice: recarsi presso il proprio Comune ed andare a firmare. Provate però a domandarvi come mai questa notizia non è passata sui giornali. Non è che per caso c’è un forte connubio tra i finanziamenti elargiti alla carta stampata e la casta politica? Meditate gente.
 
Intanto, con qualsiasi mezzo, DIFFONDETE LA NOTIZIA !!!!! Voglio proprio vedere se anche stavolta la passano liscia. E poi dopo fate un salto in Comune. Ci vogliono 500.000 firme altrimenti avremo perso l’ennesima buona occasione per dare un duro colpo alla casta. Ma attenzione, la notizia è poco nota e quindi dovete DIFFONDERLA!!!!
 
Articolo 2 della Legge 31 Ottobre 1965, n. 1261
 
Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di Presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate; possono altresì stabilire le modalità per le ritenute da effettuarsi per ogni assenza dalle sedute e delle Commissioni.
 
E’ solo un piccolo passo, visto che TUTTA QUESTA LEGGE meriterebbe una bella spolveratina, ma è pur sempre un passo necessario per far partire il movimento di rivolta popolare pacifica contro gli stipendi pagati al mondo della politica.
 
 
 

CORRIERE DELLA SERA
6 MAGGIO 1972
BLOG
Il DC 8 si apprestava alla manovra di avvicinamento,
lo hanno visto dirigersi verso la montagna nessun allarme o richiesta di soccorso…
poi lo schianto dai bagliori visti da Cinisi, Carini e Terrasini…
“manovra errata dei piloti” venne sentenziato ma…
le vittime tra i passeggeri e i membri dell’equipaggio furono ritrovati con le scarpe slacciate
e con addosso i giubbotti salvagente, quindi l’aereo era in piena emergenza e i piloti
stavano tentando un atterraggio di emergenza fuori pista …
Una delle vittime stringeva ancora un crocefisso tra le mani…
…..
5 maggio 1972: un DC8 dell’Alitalia proveniente da Roma, il volo AZ 112, si schianta contro la parete rocciosa di Montagna Longa, vicino all’aeroporto Punta Raisi di Palermo. Le vittime furono 115. All’epoca si parlò di tragico incidente e di “errore umano”, ma presto si sollevarono dubbi sulla ricostruzione ufficiale. Questo libro riapre una vicenda troppo rapidamente dimenticata, analizzando tutte le contraddizioni delle indagini. Si trattò di una strage, inserita nella strategia della tensione di quegli anni? E chi poteva avere interesse a colpire proprio quell’aereo e i suoi passeggeri? Una controinchiesta che si muove nella miglior tradizione del giornalismo investigativo italiano.
Di quella che a distanza di 40 anni non è mai stato chiarito se si trattò di strage o sciagura parla Francesco Terracina nel suo ultimo libro, dal titolo L’ULTIMO VOLO PER PUNTA RAISI, Stampa Alternativa edizioni, che sarà presentato il prossimo lunedì 14 maggio ore 18 nella sala della libreria Minerva. All’’incontro sarà presente l’autore, Francesco Terracina giornalista dell’Ansa di Palermo, un passato da redattore al quotidiano l’Ora, direttore del “Mediterraneo” e collaborazioni con diverse testate tra cui “Diario”, “Il Manifesto”, “L’Europeo”, “Il Mondo”, ricostruisce la storia del disastro aereo del DC8. Nessun colpevole. Tra omissioni, misteri e mafia, un poliziotto cercò la verità, inascoltato. All’epoca si parlò di tragico incidente e di “errore umano”, ma presto si sollevarono dubbi sulla ricostruzione ufficiale.Questo libro riapre una vicenda troppo rapidamente dimenticata, analizzando tutte le contraddizioni delle indagini. Si trattò di una strage, inserita nella strategia della tensione di quegli anni? E chi poteva avere interesse a colpire proprio quell’aereo e i suoi passeggeri?
Planimetria delle piste di Palermo
Punta Raisi
03 maggio 2012
Montagna Longa, una nuova pista "Quell'aereo fu colpito dai proiettili" bordo di attacco della semiala del DC8 Alitalia. Quelli cerchiati in rosso assomigliano a fori provocati da
proiettili…

Montagna Longa, una nuova pista
“Quell’aereo fu colpito dai proiettili”

Chiesta la riapertura dell’indagine: una foto scattata il giorno dopo del disastro rivelerebbe tre fori d’entrata sull’ala del Dc 8 schiantatosi quarant’anni fa sulla montagna di Carini, poco distante da Punta Raisi. “Era in corso un’esercitazione della Nato”.

di SALVO PALAZZOLO
PALERMO – Una fotografia potrebbe riaprire un giallo che dura da 40 anni. Ritrae un pezzo di ala del Dc 8 che la sera del 5 maggio 1972 si schiantò sul crinale di Montagna Longa: si distinguono chiaramente tre fori d’entrata, come quelli prodotti da proiettili di grosso calibro. Quella foto fu scattata il giorno dopo il disastro aereo che fece 115 morti, ed è sempre rimasta agli atti dell’inchiesta, assieme a 300 altri scatti che compongono il fascicolo fotografico redatto dal nucleo Investigativo dei carabinieri di Palermo. Una foto fra tante, che questa volta però non è passata inosservata: a scoprirla è stata la nipote di una delle vittime del disastro, Erminia Borzì, che di recente ha riesaminato tutti gli atti dell’inchiesta assieme allo storico Giuseppe Casarrubea e all’avvocato Ernesto Pino. Da questa ricerca è nata una richiesta di riapertura dell’indagine, presentata alla Procura di Catania.

C’è anche un altro inedito in questa clamorosa ricerca che arriva alla vigilia del quarantesimo anniversario del disastro: “Quel pomeriggio, c’era un’esercitazione della Nato sui cieli siciliani”, spiega Casarrubea.
Lo dice un altro atto dell’inchiesta che nessuno ha mai letto: “Da uno stralcio delle

comunicazioni intercorse fra un altro veivolo e il nodo Roma informazioni, attorno alle 17, emerge una comunicazione chiarissima”. Ora Casarrubea legge uno stralcio di quella conversazione: “Di traffici riportati non ne abbiamo specificamente — dice Roma informazioni — però abbiamo un Notam, il 112, il quale suggerisce di suggerirvi di volare fra Catania control zone e Ponza, fra 220 e 310”. È una sequenza di parole in codice che si chiarisce poco dopo: “Al di fuori di questo slot c’è possibilità di possibile traffico, appunto, della esercitazione Down Patrol cui fa riferimento il Notam”. Casarrubea spiega che il “Notam” è un avviso generale. E “Down Patrol” è in realtà un errore del trascrittore. “La dizione giusta è con la A: Dawn Patrol — dice ancora Casarrubea — che è un’esercitazione aeronavale della Nato”.

Ce n’è abbastanza per delineare un altro scenario di guerra, come quello che fa da ombra al disastro aereo di Ustica. Ma quei proiettili potrebbero anche essere arrivati da terra. L’ultima ricerca su Montagna Longa ricorda una scoperta fatta da Peppino Impastato nel 1973: sopra Cinisi c’era una campo paramilitare gestito da alcuni esponenti della destra eversiva. Misteri su misteri. Dice l’avvocato Pino: “Scenari a parte, abbiamo proposto alla magistratura degli elementi di fatto, peraltro già contenuti nella vecchia indagine, che evidentemente non erano stati mai esaminati. Il perché di questa disattenzione non saprei dirlo. Di certo, uno sguardo sereno e non preconcetto avrebbe visto quello che ho visto io. Vi assicuro che non abbiamo fatto grandi sforzi per trovare questi nuovi elementi”.

Così, adesso, anche l’ultima ricerca torna su uno scenario già percorso da altre denunce presentate dai familiari delle vittime di Montagna Longa. “In quell’anno, la Sicilia pullulava di fascisti”, spiega Giuseppe Casarrubea. “Un fascismo provocatorio ed eversivo su cui ancora molto c’è da scrivere”.

(03 maggio 2012)
vai alle foto del disastro aereo di Montagnalonga Palermo
 

….non sono esattamente la stessa mistura alcolica che bevevano i nostri
nonni e per lungo tempo i nostri padri. La prova sta nel fatto, spiega ancora Bulzoni, che «oggi il vino non diventa più aceto.
Perché viene arricchito da sostanze che ne permettono la conservazione e quindi ne facilitano l’export».

Il vino naturale? Per il ministero non esiste

Nella storica enoteca Bulzoni di Roma, ispettori delle Politiche Agricole hanno intimato al titolare di ritirare le bottiglie etichettate come “vino naturale”. Una definizione che dovrebbe servire per garantire i consumatori, ma che per il ministero e l’Unione Europea non esiste
Il vino naturale? “Non esiste”. L’eterno dibattito teorico sui vini non trattati chimicamente è stato risolto in senso negativo e drastico da due funzionari ministeriali che si sono presentati da Bulzoni, una delle migliori enoteche romane, e hanno intimato al proprietario di ritirare le bottiglie con l’etichetta “vino naturale”. Povero Dioniso, schiacciato da Solone. Incredulo, Alessandro Bulzoni, che rischia una denuncia per frode in commercio, non ha potuto far altro che abbozzare: “Esercito quest’attività da sempre, insieme a mio fratello. La mia famiglia ha questa attività da tre generazioni. La mia domanda è sempre: come posso consigliare al meglio il consumatore?».
L’Enoteca Bulzoni esponeva fino al mese scorso una serie di vini tra cui i friuliani del Collio o i bianchi laziali della zona di Piglio: tutti etichettati con la dicitura “vino naturale”. Di cosa si tratta lo spiega sempre Bulzoni: «Naturale vuol dire che non ha altra sostanza additiva al di là del mosto: oggi la legge permette la trasformazione del mosto in uva usando più di 100 sostanze additive come i tannini, i lieviti selezionati o la gomma arabica». Anche il vino biologico, che si immagina puro come il contadino l’ha vendemmiato, in realtà «può contenere fino a 60 sostanze additive, così come permesso dalle normative europee». Quindi tutti i vini che beviamo quotidianamente sono alterati? Di sicuro, non sono esattamente la stessa mistura alcolica che bevevano i nostri nonni e per lungo tempo i nostri padri. La prova sta nel fatto, spiega ancora Bulzoni, che «oggi il vino non diventa più aceto. Perché viene arricchito da sostanze che ne permettono la conservazione e quindi ne facilitano l’export».
Ecco quindi cosa è successo. A giugno scorso due funzionari dell’Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari) del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali si presentano dai Bulzoni, intimando di ritirare le bottiglie di “vino naturale”: la loro vendita e diffusione attraverso un’etichetta che in realtà non ha disciplina normativa potrebbe essere fuorviante e quindi dannosa per altri produttori. Il ministero ha risposto così alle richieste di chiarimento: «La dizione “vino naturale” non esiste e non ha, quindi, nessuna corrispondenza nelle denominazioni ammesse, e perciò non è verificabile. Una simile denominazione non esiste nei regolamenti che disciplinano la commercializzazione del vino in Italia e in Unione Europea. Ogni denominazione è regolamentata da una serie di regole e di disciplinari che hanno l’obiettivo di garantire il consumatore e il produttore».
Non è solo una questione tecnica, per il ministero: «L’etichettatura “vino naturale” è un messaggio non corretto, anzi distorto, che danneggia le nostre produzioni vitivinicole». Hai detto niente: così Bulzoni finisce sulla tavola imbandita degli indagati perché rischia una sanzione pecuniaria e una penale per frode in commercio. La nota del dicastero commenta infine il sequestro nell’enoteca romana: «Con questa azione l’Ispettorato ha quindi tutelato da una parte la corretta informazione dei consumatori e dall’altra i produttori italiani e gli esercenti da fenomeni di concorrenza sleale». Insomma, da una parte c’è l’enoteca romana che afferma “pane al pane, vino al vino”: se i miei prodotti sono privi di qualsiasi sostanza additiva, non è detto che siano meglio o peggio di altri ma sicuramente sono naturali e io voglio che si sappia. Dall’altra c’è il ministero delle Politiche agricole che ribatte: forse è anche vero, ma io devo far rispettare la legge e – come diceva Nanni Moretti in “Palombella rossa” – per la legge le parole sono importanti.
Peccato però, perché forse basterebbe poco per capirsi meglio. La definizione di “vino naturale, al di là della legge, è controversa e coinvolge anche altri aspetti, oltre alla mancanza o al basso livello di solfiti aggiunti. Ma, fermo restando il pieno diritto di chi realizza un vino biologico o industriale e rispetta i disciplinari di legge nazionali ed europei di non vedere svalutato il proprio prodotto, bisognerebbe preservare il diritto dei Bulzoni di tutto il Bel Paese di vendere “vino naturale”, einformare il consumatore, semplicemente perché offrono un’alternativa in più. Anche perché un verace Dioniso che rischia una condanna, senza altra colpa che non sia il tentativo di far conoscere e apprezzare i vini naturali, è un epilogo triste che in cuor suo forse neanche Solone si augura.
di Gianluca Schinaia, Il Fatto Quotidiano

Il polonio-210

Questo isotopo del polonio è un emettitore alfa, con una emivita di 138,39 giorni. Un milligrammo di tale metalloide emette lo stesso numero di particelle alfa di 5 grammi di radio. Il decadimento di questo elemento rilascia anche una grande quantità di energia: mezzo grammo di polonio-210, se viene termicamente isolato dall’ambiente, può raggiungere rapidamente temperature di circa 500 °C, e sviluppare circa 140 watt/g in energia termica[1]. Pochi curie(gigabecquerel) di polonio-210 emettono una luminescenza blu dovuta all’eccitazione dell’aria circostante per effetto Compton.
Poiché praticamente tutta la radiazione alfa viene facilmente bloccata dai normali contenitori e rilascia la sua energia appena colpisce una superficie, il polonio-210 è stato preso in esame per un possibile uso nel riscaldamento dei veicoli spaziali, come sorgente per celle termoelettriche nei satelliti artificiali. Tuttavia, a causa della sua breve emivita (circa 140 giorni), il polonio-210 non poteva alimentare queste celle per tutta la vita utile di un satellite e questa applicazione è stata abbandonata.
Il polonio è un elemento tossico, altamente radioattivo e pericoloso da manipolare, persino in quantitativi dell’ordine del milligrammo o meno. Le particelle alfa che emette viaggiano per pochi centimetri nell’aria e sono facilmente schermabili, ma in caso di penetrazione nell’organismo (ad esempio per inalazione o ingestione) possono danneggiarne i tessuti.
Il limite massimo tollerabile di radioattività da ingestione del polonio è 83000 Bq (3 µCi), una quantità corrispondente a quella prodotta da 3 · 10-9  grammi (3 nanogrammi) di polonio. La massima concentrazione ammissibile di composti di polonio nell’aria è circa 11000 Bq/m³ (3 · 10-10  µCi/cm³).
Studi scientifici hanno dimostrato la presenza di Polonio 210 nelle sigarette.[2][3] Scienziati affermano che il fumo di 20 sigarette al giorno per 1 anno equivalga a sottoporsi a 300 radiografie[4]. Peraltro altri studi dimostrano come, prendendo a riferimento una stanza del volume di 100 m³, sarebbe necessario fumarvi all’interno 750.000 sigarette senza mai aerare per raggiungere il limite di esposizione considerato sicuro a livello industriale[5].

C’è anche il polonio nelle sigarette
Lo rivela uno studio. Le industrie del tabacco hanno taciuto le ricerche che ne dimostrano la presenza

Per oltre 40 anni le multinazionali del tabacco avrebbero studiato gli effetti del polonio 210, sostanza radioattiva letale presente nelle sigarette, ma non hanno pubblicato i risultati. Lo rivela uno studio che verrà pubblicato sul numero di settembre dell’American Journal of Public Health. Per arrivare a queste conclusioni sono stati analizzati oltre 1.500 documenti interni delle company del fumo, rivela il quotidiano britannico The Independent.
:freccia2: VELENO – Il Polonio 210, noto per causare tumore del polmone negli animali, è salito alla ribalta per essere stato utilizzato per uccidere Alexander Litvinenko a Londra nel 2006. Ebbene – denuncia questo nuovo studio – le industrie produttrici di sigarette, mentre tentavano senza riuscirci di eliminare questa sostanza dai loro prodotti, hanno tenuto le ricerche sotto silenzio. Un silenzio rotto solo ora dai ricercatori guidati da Monique Muggli, della Mayo Clinic nel Minnesota. Il polonio 210 è presente sia sulle foglie del tabacco che all’interno della sua struttura chimica. Gli scienziati alle dipendenze delle multinazionali hanno tentato inutilmente per anni di eliminarlo, ricorrendo anche alla modificazione genetica o studiando filtri per rimuovere il micidiale veleno.
:freccia2: DOCUMENTI – Fra i documenti interni di una multinazionale del tabacco ne è stato trovato uno di 30 anni fa che sottolinea come la pubblicazione di questo genere di ricerche, dal 1978, «avrebbe l’effetto di svegliare il “gigante che dorme”». Da qui la decisione di tacere, comune a tutti i colossi del tabacco, evitando che la questione venisse all’attenzione dell’opinione pubblica, a differenza delle altre caratteristiche che hanno portato sempre più le sigarette sul banco degli imputati. Un portavoce della British American Tobacco replica che «non è noto quale componente delle sigarette causi il cancro» e fa presente che il polonio 210 si trova anche nei cibi. Ma, secondo lo studio, le multinazionali del tabacco temono già azioni legali.

Avete letto il libro La Giuria? Quello di John Grisham da cui hanno tratto il film… Solo che nel film si parla di multinazionali delle armi, mentre nel libro della lobby dei produttori di tabacco.

[Fonte: Il Corriere della Sera]

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IO VORREI SAPERE…

Postato il Domenica, 01 luglio  2012
…Io vorrei sapere, che si vinca o si perda, cos’è quel milione e mezzo versato da capitan Buffon a un tabaccaio di Parma. Vorrei sapere quali e quanti dirigenti e
 calciatori coinvolti nell’inchiesta di Cremona per essersi venduti le partite in barba ai tifosi e alla lealtà sportiva, sono colpevoli o innocenti. E vorrei che i colpevoli
 fossero radiati e condannati. Nessuna vittoria all’Europeo può cancellare lo scandalo. E invece c’è chi confonde i piani. È bastato che Buffon parasse tutto ai tedeschi
 perché Capezzone, disperso da mesi, rialzasse il capino e intimasse non si sa a chi né perché di “chiedere scusa a Buffon”.

È bastato un paio di partite vinte perché tutti si scordassero che uno dei nostri eroi, Bonucci, è indagato nel calcioscommesse. Era già accaduto nel 2006, col Mondiale

 vinto un mese dopo Calciopoli: la coppa diventò un aspersorio per benedire e assolvere mediaticamente i ladroni con l’Operazione Amnesia, che ha la stessa radice di Amnistia…

Marco Travaglio
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it
1.7.2012

IO VORREI SAPERE…

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È bastato un paio di partite vinte perché tutti si scordassero che uno dei nostri eroi, Bonucci, è indagato nel calcioscommesse. Era già accaduto nel 2006, col Mondiale

 vinto un mese dopo Calciopoli: la coppa diventò un aspersorio per benedire e assolvere mediaticamente i ladroni con l’Operazione Amnesia, che ha la stessa radice di Amnistia…

Marco Travaglio
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it
1.7.2012

estratto da “Eroi in Mutande”

…e vi regali una stampante. Piccola, ma potente : vi permette di stampare soldi, tutti i soldi che volete. Non rimane mai senza carta, non si esauriscono mai le cartucce, e tutte le volte che volete vi fornisce quanto vi serve.

Riuscite a immaginarlo? Allora dovete sapere che questa non è una favola, ma la realtà, anche se non per voi, ma per una ristretta elite mondiale, poche migliaia di membri appartenenti a un limitato numero di famiglie.

Le vere regole alla base, quelle che muovono l’economia, che fanno scoppiare le guerre, le rivoluzioni; per cui c’è la carestia in certi paesi e la disoccupazione in altri; per cui le economie hanno alti e bassi, sono ben altre, e ci sono state tenute accuratamente nascoste. Henry Ford disse un giorno: ” E’ bene che la gente del popolo non capisca il  nostro sistema bancario e monetario, perc hè se lo facessero, credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina”. Un’altra affermazione famosa, del direttore della banca d’Inghilterra  Josiah Stamp, la dice lunga: “Le banche posseggono il mondo.Toglietegli tutto ma lasciategli la possibilitàmdi creare il denaro dal nulla , e con un colpo di penna (oggi diremmo con un click del mouse) ci saranno reimpadronite del mondo”.

Proviamo a buttar giù qualche provocazione, qualche “argomento da bar” che potrete divertirvi ad utilizzare nelle conversazioni con gli amici. Cominciamo con alcune semplici domande che sarebbe bene ci ponessimo tutti.

Il debito pubblico

Da quando siamo nati, ci sentiamo sempre assillare da questo enorme macigno, con questa spada di Damocle che ci assilla che si chiama debito pubblico. E mentre tutti ci ricordano che il debito pubblico ammonta ormai (2010) a 1.800 miliardi di euro, nessuno ci ha mai spiegato A CHI lo stato deve quei soldi. La risposta, per chi non lo sapesse è: Alla “Banca d’Italia” o più in genere al sistema bancario, che, ogni qualvolta lo stato ha bisogno di denaro (per opere pubbliche, la sanità, tittoli di statto in scadenza, ecc ) glieli presta.

Ma la Banca d’Italia a chi appartiene?

Se- come molti pensano- appartenesse allo stato, che senso avrebbe? Debitore e creditore coincidono: si autoestinguono il debito/credito, e il gioco è fatto. Peccato che la banca d’ Italia (oggi la BCE) non appartengono allo stato, il quale è presente nel capitale sociale solo per una quota inferiore al 5%, tramite l’ INPS (solamente una quota di facciata). I propietari sono diverse fondazioni bancarie, a cominciare da INTESA e UNICREDIT con le quote maggiori, e via via un altro paio di dozzine di istituzioni private.

Da dove vengono i soldi?

La domanda che va posta a questo punto è: La Banca d’Italia e le altre banche che (direttamente o indirettamente) sono creditori dello stato, dove hanno preso i soldi che hanno prestato? La teoria economica classica ci insegna che le banche prestano i soldi che hanno ricevuto in deposito dai risparmiatori. Ma quando mai abbiamo depositato 1.800 miliardi di Euro in banca? Se così fosse vorrebbe dire che ogni italiano(compresi neonati in fasce, anziani, barboni, ecc) avrebbe – in media – 30.000 euro in conto corrente (che di fatto è la quota di debito di cui ciascuno di noi è gravato come spesso ci sentiamo ripetere). E’ evidente che noi non abbiamo questi soldi, che quindi sono stati in qualche modo creati dal nulla dal sistema finanziario. Anche perchè il prestito di denaro allo stato è soltanto uno degli impieghi di denaro che il sistema bancario fa: ci sono, fra i vari impieghi:

  1. i prestiti alle imprese,
  2. i prestiti ai privati,
  3. le immobilizzazioni,
  4. le partecipazioni in borsa nel mercato azionario,
  5. oltre naturalmente al debito pubblico.

E, si badi bene, se il solo ammontare di denaro prestato (punto 5)allo stato non trova un corrispondente nel denaro depositato dai correntisti che dire di tutti questi altri impieghi delle banche? E’ evidente che, da qualche parte, “qualcuno” ha creato del denaro.

 A chi appartiene il denaro creato dal nulla?

Ma quando del denaro viene creato dal nulla, ad esempio accreditandolo fittiziamente su un conto corrente, a chi appartiene? Ovvio: appartiene al titolare di quel conto corrente – la banca emettitrice. La quale banca lo presta – ad interesse – allo stato italiano con l’emissione di cosiddetti ” Titoli del Tesoro”, BOT, CCT, ecc che alla scadenza dovranno essere ripagati, interessi compresi, facendo ricorso nuovamente allo strumento del prestito, in una spirale senza fine della quale non si vede l’uscita (infatti i debito cresce continuamente, gravando fra le principali voci di bilancio dello stato). I privati invece garantiscono il prestito con garanzie reali, ipotecando case, terreni, propietà, che finiranno nelle mani dei banchieri in caso di insolvenza (caso tutt’altro che raro).

L’inflazione

Come conseguenza accessoria (ma pesantissima) abbiamo l’inflazione. Se la massa di capitale circolante aumenta, è evidente che i prezzi si adeguano, e se solo pochi anni fa si mangiava una pizza con 5-6 mila lire, oggi 10 euro bastano a malapena: il quadruplo. Ecco, fate questa domanda agli scettici del SIGNORAGGIO: perche esiste l’inflazione? Perchè con l’introduzione dell’Euro i prezzi sono praticamente raddoppiati, o – il che è lo stesso – il vostro stipendio, pur rimanendo nominalmente inalterato si è di fatto dimezzato se non ridotto ad un quarto? Quindi inflazione, debito pubblico, tasse (che lo stato ci chiede per ripagare in parte il suo debito) sono intimamente legati.

Fonte: “Ingannati fin dai tempi della scuola”, 2ed di A.Medici

VIDEO CORRELATO DI EUGENIO BENETTAZZO (operatore di borsa) : http://www.youtube.com/watch?v=La_nL2E67zQ&feature=related


Per dirla con Jean Baudrillard «Ogni significato presuppone una profondità, una dimensione nascosta che l’uomo postmoderno ignora, abituato com’è alla mancanza di significati per eccesso di significati stessi». Il sistema in cui sopravviviamo è basato sulla menzogna a tutti i livelli, certo ben artefatta. E’ in corso da decenni una guerra per controllare anche le nostri menti. Cia edNsa cosa credete che siano e soprattutto facciano in giro per il mondo. Gli esperti Usa hanno iniziato a studiarci su basi “sociologiche” dagli anni Cinquanta, sostenendo le azioni illegali dei servizi segreti, come la “strategia della tensione”.

Avete presente il saggio di Banfield sul familismo amorale? Bene: è un incipit fondamentale per chi vuole apprendere i rudimenti della sociologia imperialistica. Ma per comprendere la psicopatia del potere occorre analizzare alcuni rapporti dell’Alleanza Atlantica sul futuro militarizzato che ci attende, ovviamente sempre più sotto controllo.

In poche parole: un incubo. Quando la fabbrica del consenso inizia a scricchiolare si passa alle maniere brutali. Punto e basta, senza tante chiacchiere. E allora sia: Urban Operations in the Year 2020.Operazione in grande stile già pianificata e provata su piccola scala. Un esempio a portata di mente libera? Le prove generali di macelleria sociale a Genova nel 2001. Prodi, Berlusconi o Monti: la sostanza non cambia.
Presente e futuro
– Ecco il “Rapporto Nato Operazioni Urbane 2020”. Si tratta di un documento che disegna la situazione politico-economica mondiale, prevedendo soluzioni dominanti – già in parte realizzate – davvero preoccupanti. Ovvero: Nazioni militarizzate, esercito nelle strade, sommosse placate dall’esercito, guerra combattuta nelle città, uso di armi non convenzionali. Un documento del genere è frutto dell’Onu, braccio armato del Nuovo Ordine sotto l’egida del mentecatto illuminato David Rockfeller (al cui servizio figura la stragrande maggioranza intruppata dei politicanti italioti).
Tranquilli, non è un complotto, ma la nuda e cruda realtà preconfezionata, proprio per noi. Chi ha plasmato questo scenario? Risposta tecnica: l’Organizzazione per la Ricerca e la tecnologia della Nato (RTO, ossia Studies Analysis and Simulation Panel Group, SAS-030). Di che si tratta? E’ il centro di convergenza delle attività di ricerche/tecnologiche (R&T) per la difesa in seno alla Nato.
L’Operazione Terrestre o Operazione Urbana (UO-2020) ormai all’orizzonte, è uno studio che esamina la natura dei campi di battaglia, i tipi di forze terrestri le loro caratteristiche e capacità. Il report calcola perfino l’andamento della popolazione mondiale entro l’anno 2020. Entro questa data il 70 per cento dell’umanità vivrà all’interno di zone urbane.
Il numero delle persone nel mondo supererà i 7,5 miliardi e ciò sarà causa di una spaventosa crescita demografica nelle città e/o metropoli incrementando l’urbanizzazione, provocando povertà, scontri e tensioni sociali. La necessità di una presenza militare con grosso spiegamento di forze, in assetto dominante, su periodi di tempo prolungati, sarà una caratteristica unica e persistente delle “operazioni urbane”. Questa necessità indotta in modo artificioso, entrerà nel conflitto attraverso la domanda pressante da parte del mondo politico e del grande pubblico per azioni rapide, decisive e chirurgiche. Date un’occhiata allo scenario ellenico in cui è presente Eurogendfor, senza alcun vincolo parlamentare e giudiziario, con poteri illimitati di vita e di morte su chiunque osa ribellarsi. Siamo oltre il classico monopolio legalizzato della violenza.

Stato bellico
– In sintesi: le guerre future saranno all’interno delle città; avremo eserciti lungo le strade (NATO o forze militari preposte); dal punto di vista psicologico sarà normalissimo avere militari armati in città; politici e cittadini richiederanno l’intervento dell’esercito; le forze militari utilizzeranno ogni sorta di arma (letale e “non-letale” ad alta energia); sommosse, scontri sociali, manifestazioni potranno essere sedate dall’esercito. L’esercito a pattugliare per sempre le strade delle grandi città. Questa affermazione non è l’ennesimo tentativo maldestro di voler accollare a carico dell’Alleanza militare occidentale oscuri disegni di militarizzazione della nostra società, bensì il frutto di nostre ricerche su alcuni progetti, condotti sotto la guida del Pentagono e riguardanti l’uso degli eserciti nelle megalopoli del futuro. Si tratta del lavoro di esperti NATO UO 2020 nel gruppo di studio SAS 30 Urban Operation in the year 2020 , al quale partecipano dal 1998 esperti di sette Nazioni della NATO (Italia, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Stati Uniti d’America) e che ha gettato le basi per l’evoluzione dell’impiego dello strumento militare nello scenario più probabile del prossimo futuro. 

Ruolo italiota
– L’Italia in questo campo ha proposto la possibilità di sviluppare nuove specializzazioni e di preparare personale addestrato a muoversi e combattere negli ambienti urbani ove occorre isolare quartieri, edifici, abitazioni, ma anche padroneggiare gli impianti di comunicazioni e distribuzione dell’energia e dell’acqua. In effetti l’Italia è considerata da USA e Gran Bretagna come uno di migliori fornitori di personale addestrato ad operazioni antisommossa a partire dai reparti dei Carabinieri che sono inquadrati, principalmente nell’area balcanica nelle MSU. Da quando il Belpaese si è impegnato a fornire personale nelle cosiddette “guerre umanitarie”, aree militari sono state attrezzate per ricostruire ambienti urbani e rurali dove si addestrano carabinieri, parà, assaltatori e bersaglieri che vanno ad operare all’estero, mentre gli stessi reparti di polizia militare sono addestrati realmente, nell’ambiente metropolitano, con l’impiego di ordine pubblico quotidiano sul territorio nazionale e sono gli stessi che presto grazie al nuovo decreto sulla sicurezza del governo Berlusconi prima e Monti dopo, vedremo operare nelle grandi città e a guardia di siti di rilevanza nazionale: discariche centrali nucleari in costruzione, termovalorizzatori eccetera.
C’è un decreto (anno 2008) – passato inosservato – ideato dal governo Prodi che pone il segreto di Stato su questo genere di impianti. Addestramenti sul territorio nazionale sono stati condotti da tempo come per esempio quello del 28 febbraio 2003 che si concludeva presso il Centro di Addestramento alle CRO (Crises Response Operation/Operazioni di risposta alle crisi) di Cesano con la certificazione del 2° Corso per Istruttori della Forza Armata di “Controllo della folla”. Corso svolto alle porte della capitale dal 17 al 28 febbraio condotto da istruttori della 2a Brigata mobile dei Carabinieri a cui hanno preso parte 7 Ufficiali, 19 Sottufficiali e 3 Vfb. E in cui a far da comparse nel ruolo dei sovversivi tumultuanti c’erano 50 Volontari in Ferma annuale del 7° Reggimento Bersaglieri. La ricerca ossessiva di sistemi di controllo della popolazione ha nello studio NATO UO2020 alcune parziali risposte di natura tecnologica.

PER SAPERNE DI PIù VAI ALLA FONTE:http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10435


standard and poor's interna nuovaPrende forza l’inchiesta della procura di Trani che accusa l’agenzia di rating Standard & Poor’s di aver messo in atto “una serie di artifici concretamente idonei a provocare” tra l’altro “unadestabilizzazione dell’immagine, prestigio e affidamento creditizio dell’Italia sui mercati finanziari”. Infatti il giorno stesso in cui l’agenzia americana ha declassato il sistema finanziario italiano puntando l’indice anche sugli istituti di credito nostrani (il 13 gennaio 2012) il responsabile per le banche di S&P, Renato Panichi, ha inviato una mail agli autori del report. Nel messaggio elettronico Panichi ha contestato agli economisti di aver espresso giudizi contrari alla realtà sul sistema bancario. Ora questa mail è nelle mani del pm Michele Ruggiero, assieme a nuovi atti d’indagine. Nello specifico Panichi ha scritto a Eileen Zhang e Moritz Kraemer (due analisti senior che firmano i report sull’Italia, ndr) per dire che “non è giusto” scrivere nel rapporto dell’Italia “che c’è un elevato livello di vulnerabilità ai rischi di finanziamenti esterni. Attualmente – sottolinea – è proprio il contrario, uno dei punti di forza delle banche italiane è stato proprio il limitato ricorso/appello ai finanziamenti esterni o all’ingrosso”. La missiva si conclude con un invito esplicito: “Per favore rimuovi il riferimento alle banche!”

In questa indagine sono indagati per concorso in manipolazione del mercato continuata e pluriaggravata, l’ex presidente di Standard & Poor’s Financial Services, Deven Sharma, il managing director head on insurance rating di Londra, Yann Le Pallec, e gli analisti senior del debito sovrano che firmarono i report sull’Italia, ZhangFranklin Crawford Gill e Kraemer. Nei confronti dei cinque indagati e delle sedi legali di Londra e New York di Standard & Poor’s nei prossimi giorni il pm Ruggiero, dovrebbe firmare la richiesta di rinvio a giudizio. Alla società invece il magistrato contesta violazioni della legge sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Entro luglio la procura dovrebbe chiudere le indagini, tuttora in corso, sulle altre due agenzie di rating: Fitch e Moody’s.

 

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